Il nervo pudendo è una delle principali strutture nervose del pavimento pelvico: origina dal plesso sacrale, ovvero la complessa rete di nervi del sistema nervoso periferico che fuoriescono dalla colonna vertebrale e decorre bilateralmente, attraversando il bacino fino a raggiungere il perineo, ovvero l’area compresa tra genitali e ano. La sua funzione è sia sensitiva che motoria, poiché contribuisce al controllo di diverse strutture coinvolte nella minzione, nella defecazione e nella funzione sessuale. Quando il nervo viene intrappolato, compresso, irritato o danneggiato lungo il suo percorso anatomico, può insorgere la nevralgia del pudendo (nota anche come Neuropatia del pudendo o Sindrome del canale di Alcock). Il quadro clinico che ne deriva è una sindrome da dolore pelvico cronico, con ripercussioni significative sul benessere psicofisico e sulla qualità di vita del paziente.
Quali sono i sintomi della nevralgia del pudendo?
Il quadro clinico della nevralgia del nervo pudendo è caratterizzato da dolore perineale mono o bilaterale, che può irradiarsi in misura variabile alla regione genitale, anale o all’intera area perineale. In alcuni casi può essere associato ad alterazioni della sensibilità nelle zone interessate. I pazienti descrivono frequentemente il dolore come una sensazione di bruciore, punture, scosse elettriche, pressione o corpo estraneo. Un elemento caratteristico della patologia è il peggioramento dei sintomi in posizione seduta, mentre il dolore tende ad attenuarsi quando si assume la posizione eretta o sdraiata. Possono inoltre comparire disturbi funzionali associati, come dolore o fastidio durante la minzione, nel corso della defecazione o durante i rapporti sessuali.
Possibili cause e fattori di rischio
Sebbene le cause della nevralgia del pudendo siano variabili e il meccanismo non sia completamente noto, i fattori coinvolti nella comparsa della patologia sono:
- compressione o intrappolamento del nervo lungo il suo decorso anatomico (in particolare al di sotto del muscolo piriforme, tra i legamenti sacrotuberoso e sacrospinoso, nel canale di Alcock e nei rami terminali);
- traumi del bacino o del perineo;
- interventi chirurgici nella regione pelvica;
- attività sportive che comportano una pressione prolungata sul perineo (ad esempio il ciclismo);
- tensioni muscolari del pavimento pelvico;
- processi infiammatori o cicatriziali.
La diagnosi e tutte le sue difficoltà
La diagnosi della nevralgia del pudendo è una sfida clinica complessa. I sintomi aspecifici possono sovrapporsi ad altre condizioni pelviche, rendendo il riconoscimento non immediato. Dai risultati dell’“Indagine sulla Nevralgia del Pudendo” condotta nel 2014 tramite un questionario online dall’AINPU (Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo), emerge come il percorso diagnostico possa essere lungo e difficile, caratterizzato da molteplici visite ed errori, oltre a possibili associazioni con disturbi mentali, stress o depressione. Sebbene lo studio risalga a oltre dieci anni fa, le difficoltà descritte risultano ancora oggi attuali e coerenti con l’esperienza clinica dei pazienti. In particolare:
- 53,9% ha riferito di aver atteso tra uno e cinque anni per una diagnosi certa.
- 17,5% ha atteso tra sei e dieci anni.
- 9,9% ha visto il proprio percorso protrarsi oltre i dieci anni.
La diagnosi della nevralgia del pudendo si basa principalmente su una valutazione clinica eseguita da uno specialista esperto del pavimento pelvico. L’esame prevede un’attenta raccolta della storia clinica e una visita manuale mirata, utile a valutare la presenza di segni compatibili con il coinvolgimento del nervo pudendo. Poiché non esistono esami strumentali specifici in grado di confermare in modo assoluto la patologia, nel 2006 il Dottor Roger Robert ha proposto i cosiddetti “Criteri di Nantes”, che ancora oggi rappresentano un importante riferimento clinico per orientare la diagnosi e il percorso terapeutico. I criteri includono cinque elementi principali:
- dolore localizzato nel territorio di innervazione del nervo pudendo;
- peggioramento del dolore in posizione seduta;
- assenza di risveglio notturno causato dal dolore;
- assenza di deficit sensitivi superficiali del perineo;
- miglioramento dei sintomi dopo infiltrazione anestetica del nervo pudendo (blocco positivo).
Durante la visita possono inoltre essere eseguite manovre cliniche specifiche, come il “segno di Tinel”, che consiste nella stimolazione del nervo pudendo attraverso pressione digitale per via transrettale o transvaginale. Un altro test utilizzato è lo “skin rolling test”, in cui una plica cutanea nella regione perineale viene sollevata e fatta scorrere lungo il presunto decorso del nervo: la comparsa di dolore durante queste manovre può suggerire un coinvolgimento del nervo pudendo.
Le cure: serve un approccio multidisciplinare
Ad oggi non esiste una terapia risolutiva unica per la neuropatia del pudendo e, nella maggior parte dei casi, è necessario un approccio terapeutico multimodale e personalizzato. Le strategie di trattamento possono includere:
- modifiche dello stile di vita, con l’obiettivo di ridurre le attività o le posture che possono aggravare la sintomatologia, sia nella vita quotidiana sia durante l’attività sportiva;
- terapia farmacologica, che può comprendere oppiacei, neurolettici, miorilassanti, antidolorifici, antidepressivi;
- fisioterapia e riabilitazione del pavimento pelvico, talvolta associate a tecniche osteopatiche;
- neuroradiologia interventistica, con infiltrazioni ecoguidate o TC-guidate del nervo pudendo. In alcuni casi possono essere utilizzate anche iniezioni di
- tossina botulinica o altre tecniche infiltrative selezionate;
- neuromodulazione sacrale;
- radiofrequenza pulsata;
- trattamento chirurgico, riservato ai casi selezionati, che può includere decompressione del nervo pudendo, procedure di neurolisi o impianto di neuromodulatori.
Una malattia invisibile
La nevralgia del pudendo rappresenta una di quelle “malattie invisibili”: poco conosciuta, poco discussa, subdola e spesso responsabile di diagnosi tardive. All’interno del sopracitato questionario dell’A.I.N.P.U. è stato chiesto ai partecipanti di inserire tutte le informazioni aggiuntive ritenute utili a fornire un quadro il più possibile chiaro dell’impatto della patologia sulla vita quotidiana, oltre a suggerimenti per migliorare il servizio medico. Ciò che emerge è uno scenario desolante: un vero e proprio grido d’aiuto da parte di centinaia di persone che ogni giorno si trovano a convivere con difficoltà non solo fisiche, ma anche relazionali, lavorative ed economiche. Sono storie di dolore quotidiano, che non sempre trovano ascolto, che troppo spesso vengono minimizzate, lasciando chi ne soffre in una condizione di profonda solitudine.
SITOGRAFIA
- www.ainpu.it (A.I.N.P.U. Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo – ONLUS)
- www.nataleursino.com
- www.fisioterapiaitalia.com
❗I contenuti di questa pagina sono esclusivamente ad uso informativo e in nessun caso devono sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento prescritti dal proprio medico curante. La risposta allo stesso trattamento può variare da un paziente all’altro. Consultatevi sempre con il Vostro medico su qualunque informazione relativa a diagnosi e trattamenti ed attenetevi scrupolosamente alle sue indicazioni.



